Nel momento in cui dall’Afghanistan giungono notizie sempre più inquietanti sull’esclusione delle donne dalla vita pubblica, compresa la reale partecipazione ai più alti luoghi dell’istruzione,

INSIEME

ribadisce tutta la propria solidarietà a quante di loro subiscono questa inaccettabile sottrazione di un fondamentale diritto umano e chiede al nostro Governo l’impegno più forte possibile da portare in tutte le sedi internazionali per rivendicare l’irrinunciabilità dell’istruzione per la popolazione femminile come parte fondamentale del rispetto dei più generali diritti di tutti gli esseri umani, in generale, e delle donne, in particolare.

Se il rispetto delle culture non può prescindere dalla considerazione di come oggi si vive nelle diverse parti del mondo e dei diversi usi e costumi, non si può non considerare l’evoluzione del concetto del rispetto dei diritti universalmente garantiti. La globalizzazione ha punti fermi di cosiddetta contaminazione positiva e l’istruzione dell’uomo e della donna alla pari appartiene a quei processi di non ritorno che arricchiscono autenticamente tutti i popoli, oltre che fare parte di una serie di trattati internazionalmente garantiti dalle Nazioni Unite.

INSIEME

ritiene che quanto è in atto in Afghanistan costituisca né più né meno che una mera prova di forza atta che si configura come vere e proprie azioni di “terrorismo interno” condotto verso chi viene considerato inferiore. E ciò vale anche per quanto riguarda i rapporti con i componenti di etnie e gruppi considerati minoritari.

Queste forme di “terrorismo interno” costituiscono un messaggio rivolto al mondo intero sull’intenzione di una parte di presentarsi con un “noi contro tutti ” al fine di negare la ricchezza dei valori fondamentali di ogni persona.

INSIEME È VICINO ALLE DONNE AFGHANE

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